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Fifa, Infantino annuncia ritiro progetto investitori privati. La Uefa: "Ha perso fiducia"

Sport
©IPA/Fotogramma

Il piano per cedere a investitori privati una quota dei diritti commerciali del Mondiale (un'operazione da 20 miliardi di dollari) è naufragato. Dopo la notizia anticipata dal New York Post, è arrivata la nota ufficiale della FIFA. La Uefa scarica il presidente: "Un accordo squallido, segreto e poco trasparente"

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Alla fine è arrivato il passo indietro. "Dopo aver ascoltato attentamente tutti i punti di vista, è emerso chiaramente che il progetto ha creato divisioni di una natura tale che, a prescindere dal livello di supporto, non è più nell'interesse dell'obiettivo prefissato. Il nostro scopo è sempre stato - e sarà sempre - unire e migliorare. Di conseguenza, questa proposta non verrà portata avanti", si legge in una nota ufficiale diffusa dalla Fifa riguardo l'ipotesi di vendere a fondi privati il Mondiale, con un'apertura a una nuova società controllata che ne gestisca i diritti commerciali.

A dare la notizia dello stop al piano di aprire agli investitori privati con una quota del proprio impero commerciale è stato il New York Post. L'operazione, con cui la federazione internazionale puntava a raccogliere fino a 4,2 miliardi di dollari cedendo circa il 20% di una nuova società valutata 20 miliardi, non è quindi più sul tavolo. 

Il duro comunicato della Uefa

La Uefa è intervenuta sulla vicenda sostenendo di aver accolto con favore la decisione della Fifa di ritirare il suo piano di cedere una quota delle sue competizioni, tra cui la Coppa del Mondo, a privati. "La proposta è stata respinta all'unanimità dalle federazioni nazionali della Uefa e da molte altre federazioni e confederazioni in tutto il mondo, il cui compito è quello di tutelare il calcio", si legge sul comunicato della Union of European Football Associations. Si ringraziano i tifosi, le leghe, i club, i giocatori, i singoli individui, le associazioni e le confederazioni "che si sono opposti al progetto, insieme ai numerosi Primi Ministri, Capi di Stato e commentatori che hanno dimostrato al Presidente della Fifa che il calcio non è in vendita". La nota prosegue con toni duri: "Non possiamo continuare così con piani segreti, elaborati in tempi rapidi da sconosciuti e di dubbia utilità per il gioco. Dobbiamo identificare i responsabili e chiamarli a risponderne. E' giusto che, nei prossimi giorni e settimane", si legge nella nota, "la Uefa lavori con le sue federazioni e in stretta collaborazione con le altre confederazioni per riflettere su come ciò sia potuto accadere e per elaborare un piano che garantisca che non si ripete". "L'attuale dirigenza della Fifa non solo ha perso la fiducia della Uefa, ma anche quella di molti altri membri della famiglia del calcio". 

Le parole contro Infantino: "Tutt'altro che trasparente"

La società a capo del calcio e calcio a 5 europeo ha poi proseguito nella nota utilizzando parole dure nei confronti di Gianni Infantino. Secondo la Uefa, "quando Gianni Infantino chiese la fiducia e i voti delle Federazioni Nazionali della Fifa per eleggerlo Presidente nel 2016, disse: 'Naturalmente dobbiamo essere trasparenti. Lo sono stato negli ultimi 15 anni della mia vita in Uefa. Dovrete svolgere un ruolo attivo ogni giorno nella vita della Fifa', prima di dire ai presenti 'Il denaro della Fifa è il vostro denaro. Non è il denaro del Presidente della Fifa. E' il vostro denaro. Voi siete le federazioni nazionali e il denaro della Fifa deve servire allo sviluppo del calcio e non ad altro'". Su entrambe queste promesse, sostiene la Uefa, "non è riuscito a mantenere la parola data".

Secondo la Uefa, un accordo "squallido e segreto"

"L'accordo squallido, segreto e poco trasparente che ha ordito e cercato di imporre era tutt'altro che trasparente". E, prosegue la nota, "nonostante le riserve ammontino a oltre 5 miliardi di dollari, non è riuscito a utilizzare i fondi delle federazioni a beneficio del calcio". La Uefa rende noto che "avvierà immediatamente i lavori con partner e parti interessate in tutto il mondo e in tutto il mondo del calcio per proporre una nuova modalità di distribuzione delle risorse attraverso l'attuale programma Fifa Forward. Dobbiamo iniziare a utilizzare parte di quei fondi che giacciono inutilizzati sul conto corrente della Fifa per dare la spinta necessaria al calcio di base e a quello in generale in ognuno dei 211 paesi membri della Fifa. Ma non dobbiamo svendere il patrimonio di famiglia per farlo". La Uefa, in conclusione, esulta, parlando di una vittoria per tutto il mondo del calcio. "Ma non deve essere la fine della storia. La proposta è stata ritirata. Il compito di ricostruire la fiducia nella Fifa è appena iniziato".

Il piano naufragato

Secondo la ricostruzione del New York Post, la FIFA (ente senza scopo di lucro secondo il diritto svizzero) avrebbe dovuto trasferire i propri asset più redditizi (diritti tv, accordi con gli sponsor, licensing e biglietteria) in una nuova entità for-profit chiamata FIFA Forward Enterprise. A fare da àncora dell'operazione doveva essere la Thrive Capital, il fondo del venture capitalist newyorkese Joshua Kushner — fratello di Jared Kushner, consigliere della Casa Bianca e genero di Donald Trump — con JPMorgan nel ruolo di advisor.

 

Infantino aveva dato alle 211 federazioni affiliate tempo fino al 19 settembre per sostenere il progetto, prospettando versamenti fino a 40 milioni di dollari ciascuna. I critici hanno parlato di un incentivo a scadenza. Una fonte vicina all'accordo, citata dal New York Post, ha definito la vicenda "un incubo per il brand", aggiungendo che Kushner "troverà un altro modo per muoversi in questo settore".

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A far deragliare l'operazione sarebbe stata soprattutto l'Europa, dove i club e i campionati più ricchi generano la maggior parte dei ricavi del calcio mondiale. L'UEFA avrebbe posto una condizione netta: nessuna delle sue squadre avrebbe preso parte ad alcun evento FIFA finché il piano non fosse stato ritirato per intero, con l'impegno a non riaprire mai più il gioco alla proprietà privata.

Senza le nazionali di Inghilterra, Spagna, Francia, Germania e Italia, un Mondiale perde pubblico, valore per le emittenti e appeal per gli sponsor: un colpo che avrebbe svuotato l'accordo del suo valore. Alla fronda europea si sono aggiunte la Concacaf nordamericana e, venerdì, la Confederazione asiatica. Secondo il New York Post, la stessa Thrive avrebbe già avviato colloqui per abbandonare il progetto, mentre JPMorgan non si aspetterebbe che l'operazione vada in porto.

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"Nessuno sta vendendo il calcio"

Mentre l'accordo si sgretolava dietro le quinte, venerdì la FIFA ha ribadito pubblicamente che "nessuno sta vendendo il calcio". Con i capitali esterni fuori dai giochi, l'organizzazione continuerà a gestire in proprio i diritti, forte degli incassi del Mondiale a 48 squadre disputato quest'estate tra Stati Uniti, Canada e Messico. Una delle fonti ha ipotizzato che la FIFA possa comunque provare a "valorizzare in chiave commerciale" i propri asset attraverso l'attuale struttura no-profit.

La presidenza di Infantino in bilico

Il fallimento del piano metterebbe a rischio la presa di Gianni Infantino sulla presidenza. Il malcontento ha raggiunto anche la cerchia ristretta del numero uno. Il chief operating officer della FIFA, Kevin Lamour, ha dichiarato all'Associated Press che i dirigenti senior si sono sentiti "ingannati" dalla scarsa trasparenza di Infantino. "Il progetto che ha scatenato così tante polemiche non è un progetto della FIFA", ha detto Lamour. "È il progetto di una sola persona". Il dirigente ha parlato di una "menzogna per omissione durata mesi" e ha ammesso che la sua franchezza potrebbe costargli il posto: "E allora così sia. Almeno stanotte dormirò bene".

 

Sempre venerdì si è dimesso Carlos Cordeiro, consigliere di Infantino ed ex partner di Goldman Sachs: "Non posso restare a guardare mentre la FIFA valuta di vendere una quota del Mondiale", ha spiegato. Molte federazioni leggono ormai lo scontro come un test in vista delle elezioni presidenziali di marzo. L'UEFA cercherebbe un candidato alternativo, con il presidente del Paris Saint-Germain Nasser Al-Khelaifi che raccoglierebbe consensi; almeno 20 nazioni starebbero discutendo il ritiro del sostegno a Infantino.

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